A cura di
Superspatial
Hanno preso parte
Arianna Guerrini, Alberto Allegrini, Susanna Risi, Simone Galimberti, Letizia Domenicale, Sofia Canali, Gianfranco Villarta
La genesi del progetto parte dal significato di “Recinto”, termine con il quale si definisce uno spazio circoscritto. Il recinto è confine, elemento che contiene, e allo stesso tempo soglia: qualcosa che permette di essere contaminato. La struttura esistente si presenta, nella sua natura tipologica, come una cattedrale, di cui rimane solo parte della copertura e le mura perimetrali, il recinto. Presentandosi come parte integrante del gradiente di urbanità e antropizzazione dato dal masterplan generale, il recinto diventa luogo d’incontro e di scambio. Uno spazio diverso dal suo intorno: viene portata all’estremo la caratteristica di essere nel proprio contesto e altrove allo stesso tempo. L’area di progetto non è più città, è spazio agricolo, è piazza, è mercato, ma proprio per questo, esprime l’essere città in modo più forte del tessuto urbano circostante. Un luogo che è stato sottratto alla vita pubblica per così tanto tempo da poter essere una tela bianca dove l’urbanità può reinventarsi.
















A cura di
Superspatial
Hanno preso parte
Arianna Guerrini, Alberto Allegrini, Susanna Risi, Simone Galimberti, Letizia Domenicale, Sofia Canali, Gianfranco Villarta
La genesi del progetto parte dal significato di “Recinto”, termine con il quale si definisce uno spazio circoscritto. Il recinto è confine, elemento che contiene, e allo stesso tempo soglia: qualcosa che permette di essere contaminato. La struttura esistente si presenta, nella sua natura tipologica, come una cattedrale, di cui rimane solo parte della copertura e le mura perimetrali, il recinto. Presentandosi come parte integrante del gradiente di urbanità e antropizzazione dato dal masterplan generale, il recinto diventa luogo d’incontro e di scambio. Uno spazio diverso dal suo intorno: viene portata all’estremo la caratteristica di essere nel proprio contesto e altrove allo stesso tempo. L’area di progetto non è più città, è spazio agricolo, è piazza, è mercato, ma proprio per questo, esprime l’essere città in modo più forte del tessuto urbano circostante. Un luogo che è stato sottratto alla vita pubblica per così tanto tempo da poter essere una tela bianca dove l’urbanità può reinventarsi.