





Workshop
Officine Ico, Ivrea
26–29 luglio 2025
Con
BDR Bureau
ETB Studio
OASI Architects
Studio Tiziano Schürch
Talk
Archivio Storico Olivetti
Associazione Spille D'Oro
L’edizione 2025 di Vuoto Futuro elegge a proprio laboratorio e caso studio le Officine ICO di Ivrea, architettura simbolo del razionalismo e parte integrante del patrimonio UNESCO. Il workshop si concentra sul secondo ampliamento del complesso, progettato da Luigi Figini e Gino Pollini e completato nel 1942: un’opera che ha definito l’identità funzionalista dell’architettura industriale europea grazie all’impiego pionieristico della facciata vetrata continua e a un sofisticato sistema di controllo termico e luminoso. In questa cornice, l'attività di ricerca e progetto è stata guidata dal coordinamento degli studi BDR bureau, OASI Architects, ETB Studio e Tiziano Schürch, impegnati nel delineare nuove traiettorie di riuso per un manufatto di straordinario valore spaziale. Il lavoro collettivo riconosce nell’emblematico Salone dei 2000 non solo il cuore strutturale dell'edificio, ma il perno di una visione che integra la rigenerazione architettonica alla dimensione territoriale. Attraverso lo studio dei sistemi a shed e della stratificazione dei livelli, il progetto trasforma il volume dismesso in un dispositivo di connessione urbana, una cerniera capace di ricucire il rapporto tra la scala dell’edificio e quella della città . L'esito finale restituisce così una prospettiva in cui la memoria delle Officine ICO viene riattivata come motore di trasformazione, dimostrando come il recupero del patrimonio d'autore possa generare nuove e necessarie centralità pubbliche per l'abitare contemporaneo.






Workshop
Officine Ico, Ivrea
26–29 luglio 2025
Con
BDR Bureau
ETB Studio
OASI Architects
Studio Tiziano Schürch
Talk
Archivio Storico Olivetti
Associazione Spille D'Oro
L’edizione 2025 di Vuoto Futuro elegge a proprio laboratorio e caso studio le Officine ICO di Ivrea, architettura simbolo del razionalismo e parte integrante del patrimonio UNESCO. Il workshop si concentra sul secondo ampliamento del complesso, progettato da Luigi Figini e Gino Pollini e completato nel 1942: un’opera che ha definito l’identità funzionalista dell’architettura industriale europea grazie all’impiego pionieristico della facciata vetrata continua e a un sofisticato sistema di controllo termico e luminoso. In questa cornice, l'attività di ricerca e progetto è stata guidata dal coordinamento degli studi BDR bureau, OASI Architects, ETB Studio e Tiziano Schürch, impegnati nel delineare nuove traiettorie di riuso per un manufatto di straordinario valore spaziale. Il lavoro collettivo riconosce nell’emblematico Salone dei 2000 non solo il cuore strutturale dell'edificio, ma il perno di una visione che integra la rigenerazione architettonica alla dimensione territoriale. Attraverso lo studio dei sistemi a shed e della stratificazione dei livelli, il progetto trasforma il volume dismesso in un dispositivo di connessione urbana, una cerniera capace di ricucire il rapporto tra la scala dell’edificio e quella della città . L'esito finale restituisce così una prospettiva in cui la memoria delle Officine ICO viene riattivata come motore di trasformazione, dimostrando come il recupero del patrimonio d'autore possa generare nuove e necessarie centralità pubbliche per l'abitare contemporaneo.
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